Poco distante dal centro storico di Venezia caratterizzato da calli, campi e centinaia di ponti, si trova la penisola di Cavallino: una lingua di terra tra la laguna e il mare Adriatico, delineata da fasce di paesaggio che ne seguono la forma allungata: la fascia rurale di coltivazioni e serre seguita da una folta pineta e infine la striscia costiera di sabbia.

Ogni anno tantissimi runner aspettano trepidanti l’appuntamento di fine maggio con la Moonlight Half Marathon, un percorso di 21,097 chilometri veloce e pianeggiante, ideale per ottenere prestazioni di ottimo livello e allo stesso tempo per godere di un paesaggio suggestivo al calar del sole.
Correndo lungo il versante lagunare pianeggiante non potrete fare a meno di notare i numerosi edifici storici che puntellano tutta la penisola.
Si tratta di fortificazioni militari come caserme, torri telemetriche, bunker, forti e batterie, erette per difendere Venezia durante la Grande Guerra e che oggi rappresentano un prezioso patrimonio storico-culturale e architettonico.
Per buona parte del percorso, dal 5° al 15° chilometro, potrete ammirare il Forte Vecchio (conosciuto anche come Forte Treporti), costruito tra il 1845 e il 1851 per proteggere la bocca di porto di Punta Sabbioni, e le numerose torri telemetriche di Lio Grando, Crepaldo, Ca’ Padovan, Ca’ Bodi, Sansonio e Vignotto; veri e propri punti di osservazione sul mare, dai quali le vedette avvistavano l’esercito nemico, ne calcolavano la distanza e trasmettevano le coordinate alle batterie dislocate sul territorio.
Mentre le torri telemetriche erano costruite in posizioni più interne e facilmente mimetizzate dalla vegetazione e dalle altre costruzioni civili, le batterie invece erano dislocate principalmente lungo la costa adriatica, costruite agli inizi del 1900, erano caratterizzate da torri corazzate girevoli a 360°, dotate di cannoni a gittata lontanissima, per colpire facilmente le fanterie e gli avamposti nemici. Custodivano le artiglierie di grosso calibro in grado di distruggere la flotta della marina Austro – ungarica prima che le imbarcazioni arrivassero sotto costa.

Godetevi il tramonto immersi in questo museo a cielo aperto per poi raggiungere la fervida Jesolo al chiaro di luna.
Tra il chilometro 17 e 18 attraverserete il ponte sul fiume Sile (questa volta senza scalini) che presenta un breve tratto prima in salita e poi in discesa; da qui in poi il paesaggio cambia e le curve sinuose della laguna lasciano spazio a scorrevoli viali, illuminati dalle luci della notte e pullulanti di turisti e spettatori che vi inciteranno fino alla linea di arrivo.

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